{"id":1606,"date":"2021-09-29T09:23:15","date_gmt":"2021-09-29T09:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/nest.bike\/blog\/?p=1606"},"modified":"2024-09-24T08:14:07","modified_gmt":"2024-09-24T08:14:07","slug":"parigi-roubaix-avventura-incredibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nest.bike\/blog\/parigi-roubaix-avventura-incredibile\/","title":{"rendered":"Parigi-Roubaix: un&#8217;avventura incredibile!"},"content":{"rendered":"<div class=\"advads-prima-del-contenuto\" id=\"advads-2039256893\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div><p>Parigi-Roubaix, la classiche delle classiche. Noi ci siamo stati un bel po&#8217; di tempo fa (correva l&#8217;anno 2014) in occasione della sua <a href=\"https:\/\/www.vc-roubaix-cyclo.fr\">versione cicloturistica<\/a>: ecco com&#8217;\u00e8 andata!<\/p>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Mors tua, vita Mea<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cChe stronzata!\u201d <\/em><em>[Bernard Hinault]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1619\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1619\" class=\"wp-image-1619 size-full\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-1.jpg\" alt=\"parigi-roubaix-queregnaing\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1619\" class=\"wp-caption-text\">Querenaing<\/p><\/div>\n<p>Chiunque star\u00e0 pensando che per correre la Parigi-Roubaix tanto sani di mente non bisogna essere: gi\u00e0 il ciclismo \u00e8 uno sport di fatica, se ci si mette poi anche la penitenza di correre sui sassi allora si passa al puro masochismo.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo per amare tutto questo \u00e8 essere dei malati di classiche del nord, avere cio\u00e8 una smisurata e perversa passione per le corse monumento del pav\u00e9 \u2013 Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix su tutte. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 veramente apprezzare e capire il significato di pedalare da queste parti: ci vuole il giusto mood, il giusto approccio, la giusta determinazione e la giusta testardaggine, perch\u00e9 solo chi \u00e8 pi\u00f9 duro delle pietre ne esce vincitore.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 alla Parigi-Roubaix non si guarda in faccia a nessuno: per arrivare in fondo incolumi bisogna armarsi di tanta, tantissima cattiveria. Cattiveria nell\u2019affrontare il pav\u00e9, nel maltrattare la propria bicicletta, e pure verso gli altri ciclisti che ti stanno attorno. Perch\u00e9 se stai davanti tieni il tuo passo e segui la linea migliore, e tocca semmai agli altri pedalare sullo sporco e sulle buche, sul fango e sulle pozzanghere. Ogni pav\u00e8 una volata. Ogni pav\u00e8 una guerra. \u201cMors tua vita mea\u201d.<\/p>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<hr \/>\n<h5>Roubaix for dummies (\u201cnon \u00e8 una corsa per fighette\u201d)<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cL\u2019esatta definizione dell\u2019inferno\u201d [Filippo Pozzato]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1620\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1620\" class=\"size-full wp-image-1620\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-2.jpg\" alt=\"parigi-roubaix-Moulin de Vertain\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1620\" class=\"wp-caption-text\">Moulin de Vertain<\/p><\/div>\n<p>La Parigi-Roubaix \u00e8 una corsa ciclistica che si svolge nel nord della Francia, in prossimit\u00e0 della frontiera belga, nel mese di Aprile. E\u2019 famosa per i numerosi settori in pav\u00e9, caratteristica unica di questa corsa, ossia tratturi di campagna pavimentati con blocchi irregolari di pietra che rallentano la corsa e causano sobbalzi e vibrazioni provocando cadute, forature e rotture meccaniche. Ogni settore viene classificato per difficolt\u00e0 in base a lunghezza, sconnessione e condizioni di mantenimento generale: i settori pi\u00f9 difficili vengono identificati con cinque stelle e sono la Foresta di Arenberg, Mons-en-Pevele e il Carrefour de l\u2019Arbre. Non di rado la prova viene poi flagellata dal maltempo, con un sensibile aumento della scivolosit\u00e0 del manto stradale per la presenza di fanghiglia e pozze d\u2019acqua.<\/p>\n<p>La versione cicloturistica dell\u2019evento si tiene nella Primavera degli anni pari da Bohain-en-Vermandois a Roubaix, lungo un percorso di circa 212 chilometri dei quali 55 distribuiti su 32 tratti di pav\u00e9. E\u2019 presente anche un percorso pi\u00f9 corto di 120 chilometri con partenza da Arenberg. Ai ciclisti che concludono la prova viene consegnato un blocco di porfido, replica in scala ridotta del trofeo assegnato al vincitore della corsa professionistica.<\/p>\n<p>Per la sua particolare durezza la Parigi-Roubaix \u00e8 anche nota come \u201cInferno del Nord\u201d, anche se in origine tale appellativo non venne associato alla difficolt\u00e0 della corsa bens\u00ec alla desolazione e alla distruzione dei campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale attraversati dall\u2019edizione 1919 della corsa.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cMentre ci dirigevamo a nord l\u2019aria ha cominciato a puzzare di acqua marcia, di liquami, del fetore del bestiame in putrefazione. Gli alberi divennero ceppi consunti e anneriti, con i loro rami contorti spinti verso il cielo come le braccia paralizzate di un uomo morente. Il fango era ovunque. Nessuno sa chi per primo lo descrisse come \u201cinferno\u201d, ma non c&#8217;era sicuramente parola migliore per rappresentarlo. E fu cos\u00ec che apparve il giorno dopo sui giornali: la piccola corsa ciclistica aveva visto l&#8217;Inferno del Nord.\u201d [Procycling]<\/p><\/blockquote>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<hr \/>\n<h5>Pav\u00e9 asciutto o pav\u00e9 bagnato?<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cUna Roubaix senza pioggia non \u00e8 una vera Roubaix. Meglio se c\u2019\u00e8 anche un po\u2019 di neve\u201d [Sean Kelly].<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1621\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1621\" class=\"size-full wp-image-1621\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-3.jpg\" alt=\"parigi-roubaix-Querenaing\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1621\" class=\"wp-caption-text\">Querenaing<\/p><\/div>\n<p>Per correre sul pav\u00e9 servono tecnica ed equilibrio, lucidit\u00e0 e colpo d\u2018occhio. Nulla a che vedere con il ciclismo su strada, molto di pi\u00f9 invece con ciclocross e mountain bike. E difatti i ciclocrossisti e i biker li riconosci subito, abili a destreggiarsi tra il viscido pav\u00e8 ricoperto di fango o pedalare veloci sugli strettissimi corridoi di terra a bordo strada. E individui subito anche gli stradisti puri, decisamente pi\u00f9 goffi e impacciati quando le ruote perdono aderenza.<\/p>\n<p>In ogni caso, a pedalare sulle pietre ci si deve essere portati. Anche perch\u00e9 a terrorizzare pi\u00f9 di ogni altra cosa non sono le pietre in s\u00e8 ma l\u2019incognita meteo: \u00e8 dal 2002 che aspettiamo di assistere in TV allo spettacolo di una Parigi-Roubaix \u201cbagnata\u201d e ci manca solo che &#8211; dopo dodici lunghi anni di attesa &#8211; a sguazzare nel fango tocchi proprio a noi. E infatti, tanto tuon\u00f2 che piovve. Acqua a catinelle per tutta la notte fino a poco prima della partenza.<\/p>\n<p>Quindi tocca correre sul viscido. Che contrariamente a quanto si possa pensare non \u00e8 poi cos\u00ec male: l\u2019acqua ammorbidisce il terreno e il fango riempie le fughe tra una pietra e l\u2019altra, livellando la superficie e assorbendo gran parte delle vibrazioni. Certo, la bici tende a scappare da tutte le parti, ma con un po\u2019 di dimestichezza nella guida si tratta di un problema secondario (vedasi biker e crossisti di cui sopra). Ci sono anche aspetti negativi, ovviamente: la linea da seguire \u00e8 una sola, quella battuta lungo la \u201cschiena d\u2019asino\u201d centrale, mentre se si \u00e8 costretti a cambiare traiettoria (per un sorpasso, ad esempio) \u00e8 bene farsi prima un bel segno della croce. E di percorrere la banchina non se ne parla: l\u2019infangata \u00e8 assicurata.<\/p>\n<p>Col passare delle ore le condizioni vanno comunque via via migliorando fino ad incontrare \u201cstrade\u201d secche e polverose gi\u00e0 a met\u00e0 percorso. E qui il discorso cambia: la parte centrale del pav\u00e9 resta sempre la migliore (se non altro \u00e8 in discrete condizioni rispetto alle zone pi\u00f9 laterali, devastate dal passaggio delle ruote dei trattori) ma con l\u2019asciutto gli scossoni aumentano vertiginosamente. Ecco allora che quei pochi centimetri di terra a bordo strada diventano preziosissimi. Almeno ci si risparmia l\u2019effetto frullatore, ma bisogna restare sempre all\u2019erta su cosa si nasconda tra i ciuffi d\u2019erba: buche e pozzanghere sono in agguato, come anche sassi o addirittura interi blocchi di pietra sradicati dalla loro sede naturale.<\/p>\n<p>Quindi, tornando alla domanda iniziale, \u00e8 preferibile un pav\u00e9 asciutto o bagnato? Nel primo caso la velocit\u00e0 \u00e8 sicuramente superiore, ma nel secondo le vibrazioni risultano parecchio attenuate. Chi ha \u201cmanico\u201d si trover\u00e0 a suo agio sul bagnato, ma se ci si spaventa all\u2019idea che le due ruote della bicicletta non seguano la stessa linea retta\u2026. meglio respirare la polvere.<\/p>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<hr \/>\n<h5>Stelle (e pietre) a casaccio<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cE\u2019 come se avessero arato una strada sterrata ricoprendola con un mucchio di pietre lanciate da un elicottero. Ridicolo.\u201d [Chris Horner]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1622\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1622\" class=\"size-full wp-image-1622\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-4.jpg\" alt=\"parigi-roubaix-Tilloy\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1622\" class=\"wp-caption-text\">Tilloy<\/p><\/div>\n<p>Come gi\u00e0 accennato, ogni settore di pav\u00e9 \u00e8 catalogato per difficolt\u00e0 in base alla lunghezza, sconnessione e condizioni di mantenimento generale: l\u2019unit\u00e0 di misura sono le stelle, in numero variabile da una a cinque. Il che farebbe pensare che esistano pav\u00e9 facili, pav\u00e8 medi e pav\u00e9 difficili.<\/p>\n<p>Nulla di pi\u00f9 sbagliato. Di pav\u00e9 facile, alla Parigi-Roubaix, non ce n\u2019\u00e8 un solo metro. Pi\u00f9 precisamente, la sua difficolt\u00e0 oscilla dal \u201cv-v-i-b-r-r-a-t-t-t-u-u-u-t-t-t-t-o-o-o-o-o\u201d (una stella) al \u201cquantomanca???\u201d (due stelle), passando per il \u201cmachimelhafattofare\u201d (tre stelle), fino ad arrivare al top con \u201cdatemidellamorfina\u201d (quattro stelle) e il \u201cfacciotestamento\u201d (cinque stelle).<\/p>\n<p>La catalogazione in stelle risulta pure piuttosto bislacca, col risultato che un pav\u00e9 sulla carta \u201csemplice\u201d (ad esempio Marc Madiot, 3 stelle, 1400 metri) si riveli decisamente pi\u00f9 impegnativo di altri settori lunghi e complessi come quelli di Haveluy (4 stelle, 2500 metri) o Mons-en-Pevele (5 stelle, 3000 metri), dove magari la gran quantit\u00e0 di terra riportata dai mezzi agricoli contribuisce a \u201cspianare\u201d le buche tra una pietra e l\u2019altra.<\/p>\n<p>E pure quei fottutissimi Gruson e Hem, i \u201cdue stelle\u201d finali che i vari De Luca, Pancani e compagnia bella ci hanno sempre spacciato per facilissimi, diventano una mezza agonia anche sul cordolo d\u2019asfalto, talmente zeppo di buche e rattoppi che tanto vale continuare a centro strada.<\/p>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<div align=\"center\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<h5>Pedalare sul pav\u00e9<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cSe non hai gamba, questo \u00e8 il posto peggiore in cui ti possa trovare\u201d [Jo Planckaert]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1623\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1623\" class=\"wp-image-1623 size-full\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-5.jpg\" alt=\"carrefour-de-larbre\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1623\" class=\"wp-caption-text\">Carrefour de l&#8217;Arbre<\/p><\/div>\n<p>Dopo un po\u2019 lo capisci da solo: ogni pav\u00e9 fa storia a s\u00e9. In sostanza, non sai minimamente cosa ti aspetta finch\u00e9 non ci sei sopra: solo allora scopri se far\u00e0 male oppure no. Se il pav\u00e9 \u00e8 abbastanza livellato le braccia sentono solo fastidio, ma se la pavimentazione \u00e8 irregolare, con le pietre ognuna ad un\u2019altezza diversa e distanti le une dalle altre, allora si salvi chi pu\u00f2: il fastidio diventa vero e proprio dolore.<\/p>\n<p>Il \u201ccolpo di pedale\u201d diventa quindi fondamentale per ridurre le vibrazioni e accorciare l\u2019agonia: una pedalata rotonda distribuisce la spinta in modo omogeneo mantenendo la bicicletta ben piantata al terreno, mentre un rapporto lungo (ma non troppo) garantisce una buona velocit\u00e0 di crociera che stabilizza ed equilibra l\u2019andatura.<\/p>\n<p>Il vero segreto per superare indenni il pav\u00e9 \u00e8 per\u00f2 la velocit\u00e0: pi\u00f9 si va veloci e pi\u00f9 si \u201cgalleggia\u201d sulle pietre. Pi\u00f9 si galleggia e pi\u00f9 \u00e8 facile andare ancora pi\u00f9 rapidi. Un circolo virtuoso da gestire con parsimonia per non finire in fuori giri. Ma anche un crudele e spietato circolo vizioso se applicato al contrario: se cala l\u2019andatura aumenta la violenza dei sobbalzi, la velocit\u00e0 cala ancor di pi\u00f9 e magari ci si ritrova ad annaspare zigzagando da un lato all\u2019altro della strada.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che comprendi \u2013 direttamente sulla tua pelle \u2013 come sia possibile che un chilometro di pav\u00e9 in pianura faccia pi\u00f9 selezione di tante salite asfaltate.<\/p>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<div align=\"center\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<h5>Un film gi\u00e0 visto<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201dE\u2019 un circo, e non voglio essere uno dei clown\u201d [Chris Boardman]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1624\" style=\"width: 1076px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1624\" class=\"wp-image-1624 size-full\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-6.jpg\" alt=\"pont-gibus\" width=\"1066\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1624\" class=\"wp-caption-text\">Pont Gibus<\/p><\/div>\n<p>Un rettilineo in leggera discesa, un passaggio a livello, e il gruppo che entra a sessanta all\u2019ora in un tunnel verde dritto come un fuso. Bici che sobbalzano, cadute, corridori che serpeggiano a destra e a sinistra sperando in una via pi\u00f9 scorrevole. L\u2019inquadratura frontale e i ciclisti che sembrano praticamente fermi. La Foresta di Arenberg.<\/p>\n<p>Curva a destra, casa in mattoni rossi sulla sinistra. Inizia il pav\u00e8. Curve in successione. Sinistra-destra-sinistra. Poi incrocio, curva secca a sinistra e drittone. L\u2019attacco di Cancellara tra due ali di folla. Le bandiere con il Leone delle Fiandre. La vecchia taverna in lontananza. Il Carrefour de l\u2019Arbre.<\/p>\n<p>La Flame Rouge, il bivio \u201cAutos-Coreurs\u201d, e quella svolta secca a destra un po\u2019 incerta. L\u2019ingresso nello stadio del ciclismo con le curve sopraelevate e il pubblico in visibilio. L\u2019ultimo giro, la campanella che suona, poi il traguardo. Il velodromo di Roubaix.<\/p>\n<p>Chiedere a un patito di corse del pav\u00e9 cosa significhi pedalare sulle strade della Parigi-Roubaix, \u00e8 come domandare a un appassionato di auto di guidare a Montecarlo, o a un calciofilo di fare due tiri a pallone al Maracan\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019emozione unica, ma anche un gran divertimento. Te ne freghi della pioggia o del caldo, del fango o della polvere, vuoi solo pedalare su quel pav\u00e9 che tanto hai desiderato. Attraversi luoghi cos\u00ec familiari pur non essendoci mai stato prima. Riconosci la curva, la casa, il cartello, l\u2019incrocio, il passaggio a livello: davvero, sembra di essere catapultati dentro a un film visto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, in televisione, ogni seconda domenica di Aprile.<\/p>\n<p>Eppure il nord della Francia sembra tutto uguale, cos\u00ec monotono e sempre uguale a s\u00e9 stesso, tra campi coltivati dai quali spunta ogni tanto qualche piccolo paesino nel bel mezzo del nulla. Ma ha comunque un suo fascino: come le verdi colline e i dolci saliscendi della Piccardia illuminati dalle prime luci del mattino, o i fitti boschi verso Arenberg, o ancora le tantissime strette stradine che tagliano le immense distese di frumento.<\/p>\n<p>E il pav\u00e9, che anch\u2019esso potrebbe sembrare sempre lo stesso da qualsiasi parte lo si guardi, riesce comunque ad avere sempre una particolarit\u00e0 che lo distingue dagli altri. Sui settori di Templeuve c\u2019\u00e8 il mulino, al Pont Gibus il vecchio ponte ferroviario dedicato a Duclos-Lassalle, a Haveluy l\u2019enorme pozzanghera in ingresso, al Buat un\u2019inaspettata salita al 7%. E ancora, le folli discese fangose di Troisville e Viesly, l\u2019andirivieni di Cysoing, le curve di Pont Thibault e il monumento a Marc Madiot. Senza dimenticare Arenberg e il Carrefour de l\u2019Arbre, due luoghi leggendari che hanno fatto la storia del ciclismo e che da soli valgono il prezzo del biglietto.<\/p>\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n\n<div align=\"center\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<h5>&#8220;Au V\u00e8lodrome&#8221;<\/h5>\n<blockquote><p><em>\u201cQuesta \u00e8 la corsa pi\u00f9 bella del mondo\u201d [Theo de Rooij]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1625\" style=\"width: 1074px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1625\" class=\"wp-image-1625 size-full\" src=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-7.jpg\" alt=\"au-velodrome\" width=\"1064\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1625\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Au Velodrome&#8221; e il trofeo della Parigi Roubaixix<\/p><\/div>\n<p>E alla fine arrivi al leggendario velodromo di Roubaix, con le lastre di cemento rosato e quelle curve sopraelevate inaspettatamente ripide. Tutto si conclude in un attimo. Ti guardi attorno, e ti rendi conto che questo luogo lo conosci molto bene. L\u2019hai gi\u00e0 visto in TV, ma non solo. E\u2019 qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019hai osservato centinaia di volte, l\u2019hai desiderato, hai sentito la sua presenza anche senza notarlo, fino a farlo diventare inconsapevolmente parte integrante della tua vita.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, quel quadro. \u201cAu Velodrome\u201d. Jean Metzinger raffigura Charles Crupelandt che vince la gara di casa. Correva l\u2019anno 1912, albori del futurismo. Velocit\u00e0, tecnologia, progresso, innovazione\u2026 alla Parigi-Roubaix, la corsa pi\u00f9 anacronistica di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Un secolo dopo quel quadro ce l\u2019hai appeso in casa. E\u2019 l\u2019ultima cosa che vedi prima di addormentarti e la prima quando ti svegli. E finalmente realizzi cosa sia stata questa Parigi-Roubaix.<\/p>\n<p>Oggi non hai raggiunto un obiettivo, non hai vinto una sfida, e nemmeno compiuto un\u2019impresa. Molto pi\u00f9 semplicemente, hai realizzato un sogno. Merci, Roubaix!<\/p>\n<hr \/>\n<h6>Il sito nest.bike partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it.<\/h6>\n<div class=\"advads-dopo-il-contenuto\" id=\"advads-4173045617\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9517561976144461\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-9517561976144461\" \ndata-ad-slot=\"\" \ndata-ad-format=\"auto\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi-Roubaix, la classiche delle classiche. Noi ci siamo stati un bel po&#8217; di tempo fa (correva l&#8217;anno 2014) in occasione della sua versione cicloturistica: ecco com&#8217;\u00e8 andata! Mors tua, vita Mea \u201cChe stronzata!\u201d [Bernard Hinault] Chiunque star\u00e0 pensando che per correre la Parigi-Roubaix tanto sani di mente non bisogna essere: gi\u00e0 il ciclismo \u00e8 uno sport di fatica, se ci si mette poi anche la penitenza di correre sui sassi allora si passa al puro masochismo. L\u2019unico modo per amare tutto questo \u00e8 essere dei malati di classiche del nord, avere cio\u00e8 una smisurata e perversa passione per le corse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1619,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[66,86,87,83,85,84],"class_list":["post-1606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-viaggi-ed-eventi","tag-ciclismo","tag-classiche","tag-nord","tag-parigi","tag-pave","tag-roubaix","post--single"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Parigi-Roubaix: un&#039;avventura incredibile! - Nest.bike<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Parigi-Roubaix: il nostro racconto dell&#039;esperienza alla Classica del Pav\u00e8 in occasione della versione cicloturistica a cadenza biennale.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/parigi-roubaix-avventura-incredibile\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Parigi-Roubaix: un&#039;avventura incredibile!\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Parigi-Roubaix: il nostro racconto dell&#039;esperienza alla Classica del Pav\u00e8 in occasione della versione cicloturistica a cadenza biennale.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/parigi-roubaix-avventura-incredibile\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Blog Percorsi e Tracce GPS Mountain Bike e gravel | Nest Bike\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/www.nest.bike\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-09-29T09:23:15+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-09-24T08:14:07+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1066\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"800\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"nest.bike\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:title\" content=\"Parigi-Roubaix: un&#039;avventura incredibile!\" \/>\n<meta name=\"twitter:image\" content=\"https:\/\/nest.bike\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/parigi-roubaix-1.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@stefano.demarchi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"nest.bike\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/nest.bike\/blog\/parigi-roubaix-avventura-incredibile\/\",\"url\":\"https:\/\/nest.bike\/blog\/parigi-roubaix-avventura-incredibile\/\",\"name\":\"Parigi-Roubaix: un'avventura incredibile! 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