Forti di Folgaria

Nel corso della Grande Guerra balzarono agli onori della cronaca i nomi di due grandi altopiani: quello di Asiago e dei Sette Comuni in territorio italiano, e quello degli Altopiani Trentini (Folgaria, Lavarone, Luserna) sotto il controllo austroungarico.

Gli austroungarici, in particolare, realizzarono una serie di baluardi difensivi di importanza strategica per le battaglie sul fronte italiano: dopo anni di rovina e abbandono, oggi questi forti sono interessati da una sistematica opera di recupero e grazie alla fitta rete di mulattiere di origine militare sono facilmente raggiungibili anche in mountain bike.

Nei pressi di Folgaria si possono visitare i forti Sommo Alto, Cherle e Dosso del Sommo a cui si contrappone, poco più a sud in territorio veneto, il forte italiano di Campomolon: quest’ultimo venne inizialmente concepito per difendere la Val d’Astico anche se in realtà non entrò mai in piena funzione, cessando  la sua utilità durante la Strafexpedition quando venne fatto saltare dagli italiani in ritirata.

 

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Descrizione percorso:

La prima parte dell’itinerario si svolge prevalentemente nel bosco, seguendo comode sterrate dalle pendenze mai impegnative che conducono dapprima allo scollinamento panoramico del Forte Sommo Alto e successivamente al Forte Cherle, affacciato sugli altopiani di Lavarone e Luserna.

L’asfalto del Villaggio Fiorentini anticipa quindi la scalata a Forte Campololon: è il punto più alto dell’itinerario e viene raggiunto attraverso una comoda sterrata che culmina con un ultimo suggestivo tratto esposto.

Vasti spazi aperti sono ora lo scenario della discesa prativa di Valbona e della successiva agevole risalita al lago Coe e all’Alpe di Melegna; si affronta poi l’insidioso traverso in quota tra l’Alpe Zonta e il Dosso del Sommo, incontrando un’ardita mulattiera affacciata sulla sottostanteVal Terragnolo, qualche passaggio in single track e una difficile erta fino al Forte sommitale.

La discesa conclusiva è all’inizio facile e veloce, salvo diventare più tecnica verso Serrada. Sebbene manchino pochissimi chilometri al termine, le difficoltà non sono però ancora finite: il rientro a Folgaria segue infatti single track nel bosco che richiedono buone doti sia fisiche, per gli strappi in salita, che tecniche, per i tratti di discesa.

Punto di partenza:

Folgaria, loc. Colpi, Santuario Madonna delle Grazie.

Altimetria

Asfalto Sterrato Sentiero/Prato/Bosco Single Track Non ciclabile

Mappa

 

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