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Le stradine della Corsica, tra mare e montagne

Sabato 26 Giugno 2021 inizierà da Brest la 108° edizione del Tour de France con la cittadina bretone che ospiterà la Grand Depart, ossia lo start della Grande Boucle, per la quarta volta nella storia (l’ultima nel 2008).

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Le tappe della Grand Depart 2021 in Bretagna

Ospitare la Grand Depart significa ottenere enorme visibilità in tutto il mondo per più giorni, dalle operazioni preliminari (presentazione squadre, conferenze stampa, ecc…) alle tappe vere e proprie. Non è un caso quindi che ogni anno la Grand Depart faccia fruttare agli organizzatori milioni di Euro di introiti: non dimentichiamoci che il Tour resta pur sempre il più importante evento sportivo al mondo dopo Olimpiadi e Mondiali di Calcio.

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Bandiere bretoni al passaggio del Tour De France

Nel tempo, però, le Grand Depart sono spesso andate oltre oltre il mero aspetto economico diventando qualcosa di più: in questo articolo abbiamo selezionato cinque tra le partenze più curiose e simboliche nella storia centenaria della Grande Boucle.


1954 – Amsterdam
Wout Wagtmans

Wout Wagtmans, vincitore della prima tappa del Tour 1954

L’edizione che diede il via alle partenze estere: fino ad allora anche solo pensare di far partire il più importante evento sportivo francese fuori dalla Francia era considerata un’eresia. Ma nel 1954 gli organizzatori per la prima volta fecero partire il Tour de France dall’estero, più precisamente in Olanda, da Amsterdam. L’azzardo fu ben ripagato, visto che a vincere la prima tappa e indossare la maillot jaune fu proprio un atleta di casa, Wout Wagtmans. I francesi seppero comunque rifarsi con Louison Bobet che si aggiudicò il secondo dei suoi tre successi finali.

Da allora le partenze estere sono state ben 23, più o meno una ogni tre anni!


2013 – Corsica

Nel suo primo secolo di vita il Tour de France ha percorso in lungo e in largo tutte le strade di Francia, toccando ogni regione e dipartimento, tranne uno: la Corsica. Proprio così: “l’Île de Beauté“, ovvero “l’isola della bellezza“ non aveva mai ospitato la Grande Boucle.

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Le stradine della Corsica, tra mare e montagne

ASO (gli organizzatori del Tour de France) decisero allora di porre fine al digiuno corso con la storica edizione numero 100, in una sorta di risarcimento morale per averla esclusa dai percorsi delle 99 edizioni precedenti. La Grand Depart si sviluppò quindi su tre tappe piuttosto nervose tra le principali città dell’isola (Porto Vecchio e Bastia, Ajaccio e Calvi). Prima maglia gialla a Marcel Kittel, successo finale di Chris Froome.

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Il Tour de France alla scoperta dei calanchi dell’isola

Curiosità nella curiosità: la prima tappa rischiò di non concludersi per colpa del bus del team Orica-Green Edge che quasi abbattè il portale di arrivo!

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Il bus del team Orica-Green Edge blocca la linea d’arrivo


2007 – Londra

La più grande corsa ciclistica del mondo nella più grande città d’Europa: è successo nel 2007 con la prima Grand Depart britannica della storia (la seconda, sette anni dopo, toccherà allo Yorkshire). Quell’edizione del Tour si aprì infatti con un cronoprologo tra le strade di Londra, toccando i monumenti più iconici della città: dalla partenza a Trafalgar Square all’arrivo su The Mall, passando per Buckingham Palace, Hyde Park e Wellington Arch. Il giorno successivo una tappa in linea fino a Canterbury anticipò il rientro nel continente.

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La maglia Gialla Fabian Cancellara sul Tower Bridge

A vincere il prologo fu Fabian Cancellara, il Tour invece andò ad Alberto Contador.

Fu anche la prima volta che il pubblico britannico ebbe l’opportunità di vivere in prima persona il grande ciclismo professionistico (le stime arrivarono vicine ai due milioni di spettatori sulle strade!) in una annata che vide esordire anche un certo Mark Cavendish: solo i primi tasselli di quella che fu una vera e propria esplosione di passione per il ciclismo nel Regno Unito.

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Il gruppo transita nei pressi del Parlamento inglese nel corso della seconda tappa


2011 – PASSAGE DU GOIS

Nel 2011 la Grand Depart avvenne in un luogo tanto ameno quanto straordinario: stiamo parlando del Passage du Gois, una strada rialzata di 4,5 chilometri che unisce l’isola di Noirmoutier e Beauvoir-sur-Mer, in Vandea, nel nord-ovest del paese.

passage du gois tour de france

Libero dalla marea, il Passage du Gois aprì il tour 2011

L’unicità di questa strada è il fatto che viene periodicamente allagata dalle maree, diventando percorribile solo per poche ore al giorno: è quindi accessibile solo con condizioni di bassa marea, motivo per cui gli organizzatori dovettero calcolare con precisione l’orario di partenza.

passage du gois tour de france

Libero dalla marea, il Passage du Gois aprì il tour 2011

Il Passage du Gois non fu però all’esordio: la strada è nota soprattutto per quanto avvenne nel corso della seconda tappa del Tour 1999, funestata proprio sul Passage da una caduta di gruppo causata dalle alghe e dalla salsedine che resero scivolosissimo il manto stradale. Tra i coinvolti ci furono molti dei favoriti al successo finale tra cui Alex Zulle, secondo a Parigi a sette minuti dietro a Lance Armstrong, sei dei quali persi proprio nel Passage du Gois.


1987 – BERLINO OVEST

Il Tour de France 1987, partito orfano degli ultimi dominatori Hinault e LeMond, viene ricordato per la storica Grand Depart da Berlino Ovest, in occasione del 750° anniversario della fondazione della città.

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Il gruppo transita nei pressi della Porta di Brandeburgo

Naturalmente all’epoca la cortina di ferro non era ancora caduta e Berlino era ancora divisa dal celebre Muro, che divenne la simbolica scenografia del prologo vinto dall’olandese Jelle Nijdam. Fecero inoltre il giro del mondo le immagini dei ciclisti in posa vicino al muro, scrutandone oltre la sommità, scatti che rappresentano ancora oggi alcuni dei momenti più straordinari della storia del Tour de France e di tutto lo sport.

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I ciclisti scrutano oltre il muro

La Grand Depart si completò il giorno successivo con due semitappe, una in linea e una cronometro a squadre, al termine delle quali il leader della corsa risultò essere il polacco Lech Piasecki, primo ciclista del blocco orientale a vestire di giallo. A Parigi in giallo ci arrivò invece l’irlandese Stephen Roche, facendo doppietta con il Giro conquistato qualche settimana prima.

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