Paesaggio Pericoloso

Monte Cimone

Il monte Cimone si eleva alla confluenza delle valli dell’Astico e del Posina, e grazie alle sue scoscese pareti rocciose rivestì un ruolo determinante nel corso della Prima Guerra Mondiale: fu infatti uno dei baluardi italiani durante la Strafexpedition del 1916, fino a quando la sua cima venne fatta saltare da una mina che costò la vita a oltre 1200 soldati italiani.

A ricordo di quegli eventi, sulla cima fu eretto un grande monumento commemorativo all’interno del quale furono inumati i resti dei soldati caduti combattendo su questa montagna.

L’ossario sarà però solo l’ultima meta di questo itinerario, che da Arsiero affronta subito la Strada degli Stancari risalendo il torrente Posina nell’affascinante cornice della gola del Soglio Rotto e raggiungendo l’abitato di Crosara da dove inizia la lunga ascesa che caratterizza il tour.

 

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Descrizione percorso:

La salita è facile, spesso immersa nel bosco e dalle pendenze mai sostenute che vanno ulteriormente a ridursi in vista delle case di Busati Grisi: da qui si continua su sterrato all’ombra della possente mole del monte Tormeno fino a scollinare in vista di malga Zolle; passando per la Sella del Tormeno si aggira quindi il monte omonimo dirigendosi verso le alture di Tonezza su una mulattiera a tratti sconnessa.

Si affronta ora un tratto interlocutorio, con l’erta asfaltata di Contrà Valle e i divertenti sentieri a picco sulla Valle della Sola che anticipano la rotabile del monte Cimone.

L’ultima salita non presenta particolari difficoltà, e toccando il Piazzale degli Alpini si arriva rapidamente ai piedi dell’erta conclusiva nella Zona Sacra, dove sorge il monumento piramidale di vetta; l’importanza strategica rivestita da questo luogo nella Grande Guerra è intuibile dal grandioso panorama che si apre una volta all’ossario: da quassù si dominano infatti le vallate sottostanti e si arrivano a scorgere l’Altopiano di Asiago e la cresta del Priaforà-Summano, le cime vicine di Toraro e Campomolon fino ai più distanti Pasubio e Carega.

Poco sotto la vetta, dal piazzale già incontrato in precedenza si imbocca la Strada degli Alpini (segnavia 540): si tratta della mulattiera costruita dall’esercito italiano per raggiungere il monte Cimone e che oggi, sebbene in carente stato di manutenzione, è comunque percorribile con la dovuta attenzione.

Il fondo particolarmente sconnesso rende infatti piuttosto impegnativa (anche se mai eccessivamente pericolosa) la discesa conclusiva, che inizialmente scorre veloce su un largo sentiero fino al Cason Brusà diventando poi un single track dai numerosi tornanti costellato di sassi e pietraie. Lungo tutta la discesa saranno quindi necessarie lucidità, concentrazione e abilità di guida, soprattutto nella parte finale (dopo la strettoia di Bocchetta Vangelista) dove alcuni sporadici passaggi più complicati invitano a scendere di sella.

Una volta terminato il tratto più complicato del tour, la facile contropendenza fino a San Rocco immette sulla discesa finale tra le case del centro storico di Arsiero.

Punto di partenza:

Arsiero, via Nazioni Unite (vecchia stazione ferroviaria).

Altimetria

Asfalto Sterrato Sentiero/Prato/Bosco Single Track Non ciclabile

Mappa

 

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