Supertrail Paesaggio

Ortigara

Spoglia, impervia e desolata, la cima dell’Ortigara è uno dei simboli più emblematici della Grande Guerra: la battaglia che vi si svolse nel giugno 1917 fu infatti una delle più sanguinose di tutto il conflitto, con oltre quattrocentomila soldati coinvolti e un risultato – il tracollo delle linee italiane – che nonostante la grande superiorità numerica portò alla luce l’estrema inadeguatezza dell’apparato di comando, lo stesso che pochi mesi più tardi condurrà l’Italia alla disfatta di Caporetto.

L’Ortigara, collocato all’estremità nord dell’Altopiano, è anche una delle vette più difficili da raggiungere: partendo dal Asiago si deve infatti superare una lunghissima salita alla scoperta delle testimonianze di una guerra che fu, tra cippi commemorativi, trinceramenti e ruderi di postazioni e ripari.

 

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1/7
Descrizione percorso:

Si comincia sui tornanti della Val Galmarara (il tratto più ripido della scalata), salendo alla malga omonima e scollinando al Monte Zoviello; la vicina Kaiser Karl Strasse permette poi di valicare Selletta Mecenseffy in un ambiente che si fa più brullo e panoramico verso Bivio Italia.

In leggera salita, con il fondo via via più dissestato e la vegetazione che si riduce a pochi ciuffi d’erba, ci si addentra quindi tra le pietraie e le trincee del monte Campigoletti, imboccando poi un single track che nel finale diviene non ciclabile per alcuni minuti.

Si giunge così ai 2106 metri dell’Ortigara: sulla piatta cima sorge il Cippo Italiano, composto dalla campana di vetta e dalla simbolica colonna mozza ed affacciato a est sui campi di battaglia della Caldiera e del Vallon dell’Agnelezza. Verso nord, invece, la vista corre alle vette del Lagorai e delle Dolomiti.

L’itinerario, fin qui poco tecnico, diventa ora più difficile: se per i meno esperti è consigliabile scendere per la stessa via dell’andata, i più abili possono invece proseguire su sentieri e single track affrontando un suggestivo anello tra le doline e le trincee che – nel complesso – obbligherà a scendere di sella per non più di dieci minuti.

Dapprima una traccia rocciosa raggiunge il vicino Cippo Austriaco, mentre la successiva discesa al passo di Val Caldiera (segnavia 206) consente di pedalare a pochi metri dai precipizi sulla Valsugana. Il tour piega ora a sud, transitando ai piedi di Cima Dieci e ritrovando la mulattiera percorsa all’andata: se ne percorre poco più di un chilometro fino a deviare, sulla sinistra, sul segnavia 839 del monte Chiesa.

Ben presto la carrareccia lascia il posto al primo di una serie di sentieri: il suggestivo e veloce single track che scende a malga Pozze presenta dolci pendenze e sporadici passaggi impegnativi, mentre il successivo segnavia 836 attraversa il Bosco Secco e le Terre More tra velocissimi trail erbosi e tratti rocciosi più sconnessi.

Raggiunta una comoda mulattiera si supera la breve salita dello Scoglio Bianco, concludendo poi l’itinerario sulla comoda rotabile che scende verso Asiago.

Punto di partenza:

Asiago, piazza II Risorgimento.

Altimetria

Asfalto Sterrato Sentiero/Prato/Bosco Single Track Non ciclabile

Mappa

 

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