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No E-bike Supertrail Paesaggio Pericoloso

Altissimo di Nago

Tecnico, panoramico, entusiasmante… ma anche estenuante! Il tour che dalle sponde del lago di Garda – sfruttando la funivia del Baldo - sale fin sulla vetta dell’Altissimo di Nago prevede infatti una delle discese più lunghe, stancanti e articolate che si possano affrontare nell’Alto Garda: capacità di guida e sospensioni dalle lunghe escursioni sono ovviamente raccomandate, ma non manca comunque una “via di fuga” che permette di evitare alcuni dei sentieri più impegnativi.

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Descrizione percorso:

Da Torbole si raggiunge Malcesine costeggiando per quindici chilometri il lago di Garda, in parte sulla trafficata Gardesana Orientale e in parte sulla nuova ciclabile lungolago. Si prende quindi la funivia del monte Baldo salendo ai 1760 metri del rifugio Baita dei Forti (orari e tariffe su www.funiviedelbaldo.it, raccomandata la prenotazione).

Dalla cima si affronta un primo piccolo anello in senso antiorario che permette di ammirare lo straordinario colpo d’occhio dalla Colma di Malcesine, pedalando sul panoramico crinale tra lago di Garda eval d’Adige e ritornando infine alla stazione della funivia con sentieri sassosi e qualche piccolo passo a piedi.

Le difficili erte del passo Tratto Spino preludono invece alla ripidissima e sconnessa carrareccia per Prà Alpesina, dopo la quale il tour prosegue più facile verso Bocca di Navene e poi, in salita, al rifugio Graziani.

È da qui, da Bocca del Creer, che ci si inerpica per dodici tornanti fino alla cima del monte Altissimo di Nago: l’ascesa è fin da subito impegnativa per via di fondo sconnesso e pendenze elevate, ma da metà scalata in poi la mulattiera si fa più compatta e meno ripida consentendo di arrivare in vetta più agevolmente.

Il sentiero che conquista la cima è senza dubbio il momento più straordinario di questo itinerario: oltre al vertiginoso panorama sul Garda, duemila metri più in basso, si può infatti ammirare uno skyline che corre per decine di chilometri in ogni direzione.

La discesa sarà invece lunga, varia e tecnica, a tratti entusiasmante ma per certi versi anche estenuante. Si comincia con il segnavia 622 per Bocca Paltrane, disseminato di pietre, durante il quale si dovrà anche scendere di sella per qualche minuto in corrispondenza del tratto più ripido, proseguendo poi sui tornantini per la val del Parol dove si conclude il primo difficile tratto di discesa.

Ora su strada bianca, i meno esperti possono chiudere qui le difficoltà continuando a perdere quota per malga Campei di Sopra fino ad arrivare alla Strada Brentegana, ricongiungendosi alla traccia ed evitando così i due successivi settori di single track.

Il primo, dalla val del Parol a malga Campei di Sotto, prevede un primo tratto di salita (cinque minuti a piedi) seguito da un breve ma pericoloso passaggio esposto, concludendosi con un trail roccioso nel bosco. Il secondo percorre invece il sentiero “delle Oche” e presenta le difficoltà maggiori nella parte centrale.

Si arriva così alla Strada Brentegana, larga forestale dalle dolci pendenze che culminano però in una ripida rampa cementata; di nuovo in discesa, si raggiungono i ruderi di malga Rigotti scendendo poi su vecchie mulattiere malmesse verso il Dos Morzenti: qui un ultimo tecnico sentiero arriva a Loppio, dove la comoda ciclabile permette di spostarsi comodamente verso Nago, tornando infine a Torbole lungo la Valletta Santa Lucia.

Punto di partenza:

Torbole, piazza Goethe.

Altimetria

Asfalto Sterrato Sentiero/Prato/Bosco Single Track Non ciclabile

Mappa

 

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